Mangiare e bere

Mangiare e bere

Non di sola cultura vive l’uomo, così diremmo parafrasando il celebre detto; si può comprendere un popolo anche dalla sua cucina, e la gastronomia ciociara è l’espressione millenaria di una cultura contadina legata a doppio filo alla vita dei campi, gustosa, saporita, economica, talvolta povera per la sua semplicità, che in passato ha saputo cogliere, per farle proprie, le migliori tradizioni culinarie romane, abruzzesi e campane, trasformandole e personalizzandole fino a trovare una certa originalità nelle sue ricette.

La memoria di questi sapori è un tesoro preziosissimo che nei 91 centri della Ciociaria si conserva intatto; è possibile infatti ritrovarsi in una trattoria, in una vecchia locanda o in un ristorante tipico dove una mamma, una nonna o un cuoco professionista, magari diplomatosi negli Istituti Alberghieri di Fiuggi o Cassino, hanno scelto e sapientemente amalgamato pochi semplici ingredienti ricavandone piatti indimenticabili che lasciano la percezione di quanto questa terra sia ristoro dell’anima e del corpo.

Dai “primi” (fettuccine, gnocchi, strozzapreti, polenta) ai “dolci” (ciambelle, torte, biscotti, crostate) cucinati nelle ampie bocche dei focolari o nei tradizionali forni a legna, che spesso ospitano ancora svariate qualità di pani.

Insomma, oltre alle bellezze architettoniche, storiche e naturalistiche il gusto raro di questi piatti accompagna il viaggiatore che scelga la Ciociaria per un breve o più lungo soggiorno, per un fine settimana o per una gita fuori porta.